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Con il Piano Casa inizia la corsa alle leggi regionali

07/04/2009
Le Regioni italiane cominciano a scendere in campo per il rilancio dell'edilizia e l'aumento delle cubature e per approvare, prima del limite dei 90 giorni stabilito a livello nazionale, le leggi su edilizia e piani paesaggistici.

L'accordo tra Governo e Regioni esclude i condomini (per il momento), le aree sottoposte a vincolo, i beni culturali, le zone di particolare pregio paesaggistico e quelle non edificabili, gli edifici abusivi ed i centri storici. Il Piano Casa si applicherà quindi alle abitazioni uni e bifamiliari o comunque alle costruzioni di volumetria non superiore ai mille metri cubi, tra cui possono rientrare le palazzine con quattro o cinque appartamenti. Coinvolti anche gli immobili ad uso commerciale e industriale. La portata degli interventi non potrà superare i 200 metri cubi. L’accordo ha escluso la compravendita delle cubature tra vicini di casa.

Le Regioni si sono impegnate ad approvare entro 90 giorni un testo di legge per la regolamentazione degli interventi per il miglioramento della qualità architettonica ed il rilancio dell’edilizia. Governo ed Enti Locali hanno fissato il limite per l’aumento delle cubature al 20% per gli immobili esistenti e al 35% in caso di demolizione e ricostruzione secondo i criteri di bioedilizia ed efficienza energetica. Le norme regionali avranno una validità di 18 mesi, potranno superare i limiti dell’accordo di riferimento in base alla potestà legislativa in materia di edilizia e urbanistica riconosciuta dalla Costituzione, introdurre ulteriori parametri di incentivazione o escludere determinate zone dall’applicazione del Piano Casa.

I progetti potranno essere presentati dopo l’entrata in vigore della legge nella Regione di riferimento. Ogni norma locale stabilirà la documentazione necessaria per ottenere l’ampliamento. L’accordo Governo – Regioni prevede una semplificazione con il ricorso generalizzato alla Dia, Denuncia di inizio attività, sostitutiva rispetto al permesso di costruire. Verranno snellite anche le procedure per la Vas, Valutazione ambientale strategica, e per le costruzioni in zone sismiche, che saranno però sottoposte a controlli a campione. Il Durc, sempre obbligatorio anche nell’edilizia privata, dovrà essere presentato dal Committente prima che inizino i lavori.

Si presuppone, In base ad attendibili ricerche di mercato, che il 30,3% degli interventi potrebbe derivare dal Sud, il 27% dal Nordovest, il 21,8% dal Centro e il 20,9 dal Nordest, e che a fronte di una adesione del 10% dei proprietari potrebbero essere movimentati 60 miliardi di euro.
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